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IL GANASCINO

Il “ganascino” è una pratica oggi
quasi completamente scomparsa ma quanti hanno la mia età o più non possono
certo averla dimenticata. Spiegherò dunque, per i neofiti e gli scettici, di
cosa sto parlando:

In termini scientifici, la parola deriva
da quella parte anatomica che si definisce “ganascia”, ma la pratica non è
rivolta tanto verso la parte ossea di tale appendice del cranio quanto verso la
relativa copertura epidermica: la guancia, spesso paffutella, di un bimbo o una
bimba di età compresa tra i tre e i sette anni circa.

Il ganascino poi si connota
diversamente se a compierlo è una donna o un uomo. Sì, in effetti la pratica
godeva di una sorta di “par condicio” tra i sessi ma si esprimeva in maniera
differenziata.

La donna, di solito, “ganascinava”
solo i bimbi più piccoli. Con entrambe le mani, usando il pollice e l’indice,
pinzava le gote ai due lati della bocca e tirava,ma con grazia, la pelle verso
l’esterno; sgranando gli occhi chiocciava bambinesche espressioni di
ammirazione, quindi sollevava il malcapitato schioccando sonorissimi baci
conditi da oscure minacce, tipo: “io me te magnerebbe a mozzichi a te!”

La parte più orripilante della
faccenda era il ganascino maschile. Il ganascinaggio avveniva di solito in due
circostanze: durante una visita in casa da parte di amici di papà o durante una
passeggiata coi genitori, per l’incontro casuale di amici e colleghi. In
entrambe le circostanze, correva l’obbligo di presentare i membri della
famiglia presenti e per i piccoli non c’era più scampo: inesorabile, arrivava
il ganascino.

Ma com’era il ganascino, diciamo
così, maschile? Ebbene, il ganascino maschile era questo: L’amico (o collega)
piegava a martello l’indice e il medio della mano destra e con queste due dita,
di solito grasse, giallicce e puzzolenti di fumo di tabacco, pinzava
vigorosamente la guancia sinistra del malcapitato fanciullo, cominciava un
movimento avanti e indietro che faceva scorrere la pelle tutto intorno al
cranio della vittima e cominciava, con voce vezzeggiante una tiritera in
perfetto cretinese del tipo:

- Gì giggì giggì, che bel
bambinooo! Come ti chiami?

- Mastrubalompio! Rispondeva la
piccola vittima.

- Che bel nome! Quanti anni hai?

- Seicento trentasette!

- Braavoo!

E solo allora la martoriata gota
riceveva la grazia d’essere lasciata in pace. Il genitore ghignava soddisfatto
e la genitrice, se presente, si lanciava in sperticate lodi della prole di cui
non importava niente a nessuno.

~ di Blog Admin on 13 Aprile 2014.

2 Risposte to “IL GANASCINO”

  1. Be’ lo sganassone sarebbe stato peggio certamente, però la voglia di darlo vn risposta veniva.
    J.

  2. Faceva schifo e rabbia, tuttavia era sempre meglio un ganascino che uno sganassone…