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LA PROPAGANDA (seguito)

Ci si chiede dunque: ma come diavolo ci viene somministrata questa "propaganda" scientificamente subdola?

In tanti modi. Comunque, anche in questo caso, non userò parole mie ma riporto testualmente da Wikipedia.

 

Tecniche di produzione della propaganda

 

Numerose tecniche vengono usate per creare messaggi falsi ma persuasivi. In molte di queste tecniche si possono trovare anche falle logiche, in quanto i propagandisti usano argomenti che, anche se a volte convincenti, non sono necessariamente validi.

Del tempo è stato speso per analizzare i mezzi con cui vengono trasmessi i messaggi propagandistici, e questo lavoro è importante, ma è chiaro che le strategie di disseminazione dell’informazione diventano strategie di diffusione della propaganda solo quando sono accoppiate a messaggi propagandistici. Identificare questi messaggi è un prerequisito necessario per studiare i metodi con cui questi vengono diffusi. Ecco perché è essenziale avere qualche conoscenza delle seguenti tecniche di produzione della propaganda:

 

Ricorso alla paura: Il ricorso alla paura cerca di costruire il supporto instillando paura nella popolazione. Per esempio Joseph Goebbels sfruttò la frase I tedeschi devono morire!, di Theodore Kaufman, per sostenere che gli alleati cercavano la distruzione del popolo tedesco.

 

Ricorso all’autorità: Il ricorso all’autorità cita prominenti figure per supportare una posizione, idea, argomento o corso d’azione.

 

Effetto gregge: L’effetto gregge o l’appello alla "vittoria inevitabile" cercano di persuadere il pubblico a prendere una certa strada perché "tutti gli altri lo stanno facendo", "unisciti alla massa". Questa tecnica rafforza il naturale desiderio della gente di essere dalla parte dei vincitori. Viene usata per convincere il pubblico che un programma è espressione di un irresistibile movimento di massa e che è nel loro interesse unirsi. La "vittoria inevitabile" invita quelli non ancora nel gregge ad unirsi a quelli che sono già sulla strada di una vittoria certa. Coloro che sono già (o lo sono parzialmente) nel gregge sono rassicurati che restarci è la cosa migliore da farsi.

 

Ottenere disapprovazione: Questa tecnica viene usata per portare il pubblico a disapprovare un’azione o un’idea suggerendo che questa sia popolare in gruppi odiati, temuti o tenuti in scarsa considerazione dal pubblico di riferimento. Quindi, se un gruppo che sostiene una certa politica viene indotto a pensare che anche persone indesiderabili o sovversive lo appoggiano, i membri di tale gruppo possono decidere di cambiare la loro posizione.

 

Banalità scintillanti: Le "banalità scintillanti" sono parole con un’intensa carica emotiva, così strettamente associate a concetti o credenze di alto valore, che portano convinzione senza supportare informazione o ragionamento. Esse richiamano emozioni come l’amore per la patria, la casa, il desiderio di pace, la libertà, la gloria, l’onore, ecc. Chiedono approvazione senza esaminare la ragione. Anche se le parole o le frasi sono vaghe e suggeriscono cose differenti a persone differenti, la loro connotazione è sempre favorevole: "I concetti e i programmi dei propagandisti sono sempre, buoni, auspicabili e virtuosi".

 

Razionalizzazione: Individui o gruppi possono usare generalizzazioni favorevoli per razionalizzare atti o credenze. Frasi vaghe e piacevoli sono spesso usate per giustificare tali atti o credenze.

 

Vaghezza intenzionale: le generalizzazioni sono sempre vaghe, in modo che il pubblico possa fornire la propria interpretazione. L’intenzione è quella di muovere il pubblico tramite l’uso di frasi indefinite, senza analizzare la loro validità o tentare di determinare la loro ragionevolezza o applicabilità.

 

Transfer: Questa è una tecnica di proiezione di qualità positive o negative (lodare o condannare) di una persona, entità oggetto o valore (un individuo, gruppo, organizzazione, nazione, il patriottismo, ecc.) ad un altro soggetto per rendere quest’ultimo più accettabile o per screditarlo. Questa tecnica viene generalmente usata per trasferire il biasimo da un attore del conflitto all’altro. Evoca una risposta emozionale che stimola il pubblico ad identificarsi con l’autorità riconosciuta.

 

Ipersemplificazione: generalizzazioni favorevoli sono utilizzate per fornire risposte semplici a problemi sociali complessi, politici, economici o militari.

 

Uomo comune: L’approccio dell’"uomo comune" tenta di convincere il pubblico che le posizioni del propagandista riflettano il senso comune della gente. Viene designato per vincere la confidenza del pubblico comunicando nel suo stesso stile. I propagandisti usano un linguaggio e un modo di fare ordinari (e anche gli abiti nelle comunicazioni faccia a faccia o audiovisive) nel tentativo di identificare il loro punto di vista con quello della persona media.

 

Testimonianza: Le testimonianze sono citazioni, dentro o fuori contesto, dette specificamente per supportare o rigettare una data politica, azione, programma o personalità. La reputazione e il ruolo (esperto, figura pubblica rispettata, ecc.) dell’individuo che rilascia la dichiarazione vengono sfruttati. La testimonianza pone la sanzione ufficiale di una persona rispettata o di un’autorità sul messaggio propagandistico. Questo viene fatto in un tentativo di far sì che il pubblico si identifichi con l’autorità o che accetti le opinioni e le convinzioni dell’autorità come se fossero sue.

 

Stereotipizzazione o Etichettatura: Questa tecnica tenta di far sorgere pregiudizi nel pubblico etichettando l’oggetto della campagna propagandistica come qualcosa che la gente teme, odia, evita o trova indesiderabile.

 

Individuare il Capro espiatorio: Colpevolizzare un individuo o un gruppo che non è realmente responsabile, alleviando quindi i sentimenti di colpa delle parti responsabili o distraendo l’attenzione dal bisogno di risolvere il problema per il quale la colpa è stata assegnata.

 

Parole virtuose: Sono parole appartenenti al sistema di valori del pubblico, che tendono a produrre un’immagine positiva quando riferite ad una persona o ad un soggetto. Pace, felicità, sicurezza, guida saggia, libertà, ecc., sono parole virtuose.

 

Slogan: Uno slogan è una breve frase ad effetto che può includere la stereotipizzazione o l’etichettatura.

~ di Blog Admin on 7 Ottobre 2009.

2 Risposte to “LA PROPAGANDA (seguito)”

  1. Ieri ero fuori e mi son persa l’evento in diretta…ma stamattina ascoltando il tg e vedendo uno stizzosissimo Berlusconi delirare, e lanciare invettive contro chiunque e offendere Napolitano e andar via tronfio e spaccone al grido di MENO MALE CHE SILVIO C’E'…ho pensato alla propaganda di cui parli…e ci ho ripensato anche mentre guardavo il video di come ha insultato anche Rosy Bindi… Caro julien…di fronte a certe cose se la propaganda attecchisce, è perchè il terreno è malato! Perchè si vuol credere per forza, perchè non si vogliono aprire nè orecchie nè occhi.Sai che ti dico ( giusto per fare una battuta)? Se uno non si vuol prendere la briga di ascoltare più tg e leggere più giornali…basterebbe che guardasse “striscia la notizia”…dove tante mistificazioni vengono messe a nudo e in berlina, e tra una risata amara e l’altra, si formerebbe una diversa coscienza

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    Guardo anche striscia Giovanna. A volte mi piace molto e a volte meno. Certo anche quelli sono spunti che andrebbero guardati con molta attenzione.

  2. Mahhh, ho letto entrambi i post ma non sono convinta per nulla. Starò banalizzando il tutto, ma…ho provato a darmi delle risposte, ossia, mentre leggevo tutto l’elenco delle tecniche di produzione della propaganda,mi ponevo anche la domanda se, io sono sensibile e /o ricettiva di fronte ad esse ! la risposta è no! Io sono una persona mediamente intelligente ma, nessuna mistificazione, nessuna tecnica per quanto subdola può intaccare la mia capacità di discernimento. Es banale anche questo: il piano casa approvato in Sardegna mandando a “escort” (uhmmm forse è meglio il vecchio termine), mandando a put… il lavoro fatto da Soru e le sue battaglie ambientaliste, permetterà che si costruisca a 300 metri dalla costa e 150 nelle isole minori…ora…può mai una propaganda convincermi che questo è bene? L’esempio è per dire che di fronte alle nefandezze alle quali stiamo assistendo…nessuna propaganda potrà convincerci che è una cosa è giusta e lecita, se non lo è, a meno che, non siamo anche noi dei malfattori!

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    Cara, anzi carissima Giovanna, tu (e non lo dico per piaggeria) non rientri affatto nella media, quindi quello che dici è verissimo. La propaganda però è ugualmente efficace, soprattutto nei confronti di chi non è a diretta conoscenza dei fatti. Pare che oltre il 65% dei cittadini formi le proprie opinioni sulla base delle notizie di due telegiornali: il TG1 e il TG5. Questo vuol dire che esiste un livello di informazione pilotato nelle opinioni ed anche nella scelta dei fatti. I fatti poi, che sono la cosa più importante, non solo si prestano ad essere travisati ma anche ad essere nascosti, Un esempio? te ne servo due: il primo lo hai detto tu stessa, che ne sanno gli altri 50 milioni di italiani di quello che avviene in Sardegna? Il secondo l’ho rilevato personalmente sui citati TG (io sento anche tutti gli altri, escluso Fede perchè non è possibile) ed è che ci è stata di recente una visita del ministro Maroni a Bologna. In tale circostanza ci furono due manifestazioni di protesta: una degli insegnanti e degli universitari, contro la distruzione della scuola e contro le leggi sui respingimenti; ed un’altra contro la tessera del tifoso organizzata dagli sportivi bolognesi. Ebbene i citati TG dissero testualmente che “universitari e tifosi avevano violentemente manifestato contro la tessera del tifoso, caricando le forze di polizia”. Tra l’altro le uniche violenze degli universitari erano state quelle verbali. Inoltre come la metti col fatto che quotidianamente ci si propina una salva di ansia contro i “terroristi” (chiaramente KKomunisti e franceschiniani) e la magnificazione delle misure di sicurezza adottate, quando in realtà da molti anni in Italia non è scoppiato neppure un petardo e nelle città non gira nemmeno una pattuglia di polizia per quartiere; e quei poveracci non solo non hanno nemmeno la benzina per le volanti ma aspettano pure da oltre due anni i rinnovi di contratto. Quanti sono informati di questo? Sappiamo solo della Daddario. Evviva!