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LA LETTERA A GIULIANO FERRARA

Seguendo la scia dei "bloggers" amici e scusandomi del ritardo dovuto a cause di forza maggiore, pubblico la lettera di Luisa Caddeo al giornalista Giuliano Ferrara, promotore di un movimento politico a mio parere retrogrado ed antifemminista; antifemminista sì ma non per atavico maschilismo bensì per l’assoluta insensibilità con cui certi moralisti pretendono di considerare le drammatiche scelte di una donna che si scopre prossima a dare una vita senza sapere quale vita si possa garantire alla propria creatura.

 

Caro Dott. Ferrara, ultimamente Lei sta promuovendo una forte campagna a favore della vita tramite la rivisitazione della legge 194. Mi sembra di capire che, sostanzialmente, lei afferma fortemente il principio secondo il quale una donna dovrebbe essere fondamentalmente propensa a generare vita piuttosto che a donare morte. Ebbene, io sono una di quelle che, fra le due opportunità, ha optato per la prima. Tenterò di illustrale, brevemente, la mia situazione: " Sono Madre di due bambini, Sara e Roberto, rispettivamente di 14 e 11 anni . I due bambini sono portatori, sin dalla nascita, di handicap grave(OLIGOFRENIA, LEUCOENCEFALOPATIA E IPOTONIA) , giudicati invalidi al 100%, io e mio marito Carlo, percepiamo un totale di 800 euro al mese quale indennità d’accompagnamento. Inoltre, in virtù di quanto previsto dalla legge 162/1998, vengono erogati pseudo servizi d’assistenza quali: accompagnamento dei bambini da casa a scuola e viceversa; supporto terapeutico psicologico (musicoterapia) e ausilio educativo mediante educatrice che permane nel nostro domicilio 2 ore al giorno. Cosa dice questa legge? In sintesi il legislatore ha voluto affermare un sacrosanto principio che si riassume così: " 1- ter)……… a disciplinare, allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi d’aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia". L’esclamazione mi pare d’obbligo: "ALLA FACCIA DELLA GARANZIA DI UNA VITA INDIPENDENTE!!!!!!!". Se con gli interventi attualmente adottati a favore di Roberto e Sara si ritiene di assicurare il diritto summenzionato, la pretesa mi sembra, francamente, un po’ "eccessiva, per non dire demenziale". Inoltre, io non posso, ovviamente, lavorare dovendomi occupare dei bambini; mio marito è disoccupato da anni e, nonostante le ripetute richieste tese a richiamare l’attenzione della nostra amministrazione locale affinché, in virtù della drammatica situazione, possano essere adottati provvedimenti d’eccezione per assicurare una qualsiasi attività lavorativa a mio marito Carlo, e quindi assicurare ai nostri due infelici figli perlomeno una adeguata alimentazione (sto parlando di ALIMENTAZIONE, non di sfumature voluttuarie) tutto tace, nel più assoluto immobilismo. Caro Ferrara, le confesso, pur se con molta tristezza, che se dovessi tornare indietro, sarei una di quelle donne che avrebbe il buon senso di NON donare ai propri figli una vita fatta di stenti e sofferenze, di indigenze assolute, di abbandono da parte di una società che si professa democratica ed attenta al sociale e che, invece, con indifferenza ripone nel dimenticatoio le tragedie che colpiscono le persone più deboli. Le confido anche che, spesso, mi sembra di intravedere nello sguardo dei miei due bambini (ovviamente loro non sono in grado di articolare le parole e di formulare logici pensieri) una sorta di rimprovero per avergli donato una "non vita". Ora, quel che le chiedo è: una volta tanto, invece di portare alla ribalta i casi di donne che decidono di abortire per paura di non poter assicurare ai propri figli una vita degna di potersi definire tale, parli della paura di una madre che, a causa del totale stato di abbandono in cui sono stati relegati i suoi figli , vive nell’angoscia di cosa il futuro potrà riservare a questi due bambini, convive col senso di colpa di avergli imposto una vita d’inferno e solitudine, in un paese dove ci si preoccupa del "modello" ma non ci si prende cura delle specificità sociali che incidono fortemente sulla sua applicazione pratica, dove le tristi problematiche di questi "figli di un Dio minore" vengono appositamente sminuite sino al punto di renderle invisibili proprio perché è comodo ed edificante parlarne ma, ahimè, forse troppo impegnativo e poco remunerativo risolverli. Mi dimostri Dott. Ferrara che il suo è un forte e sentito convincimento e non l’ennesima messa in scena "Italianota" utile solo a dare visibilità al suo promotore. Perché Lei possa meglio rendersi conto di cosa stiamo realmente parlando, le allego due fotografie dei miei bambini, che danno il senso del loro effettivo stato di salute. Luisa Caddeo Piazza della Repubblica, 18 09010 Vallermosa (CA) Tel. 349 2534234 

~ di Blog Admin on 31 Marzo 2008.

13 Risposte to “LA LETTERA A GIULIANO FERRARA”

  1. Grazie da parte di Luisa e Carlo

  2. bentornato J

    .)

    v

  3. Mi sono permessa di inserire il link a questa lettera sul mio blog…

    In realtà io non credo che Ferrara possa o voglia capire..

  4. Julien, BENTORNATO! hai detto bene, si fà del pietismo, ma non ci si muove a compassione, che credo sia una cosa ben diversa. Il problema è un altro, è che ci si sente impotenti e si avrebbe voglia di guardare da un’altra parte, perchè non sai che diavolo fare! Siamo messi così male, ma così male, che quasi non hai il coraggio di chiedere aiuto in giro, perchè sai che la zona è talmente DEPRESSA (in tutti i sensi), che sai già cosa ti risponderanno. Siamo messi così male, che hai timore persino di chiedere alle persone di leggere una lettera, un semplice post, perchè sai che anche loro vivono situazioni di grande fatica e disagio. Siamo messi così male, che quando penso che la vita di queste PERSONE viene sbattuta in prima pagina, e le loro “miserie” esposte alla vista ( e al giudizio altrui), per avere una sia pur minima speranza di avere ciò che è diritto di tutti, provo vergogna! Perchè, dopo tanto clamore, dopo che la gente ha detto: che pena… , tornano nel dimenticatoio, senza aver ottenuto nulla. E rimangono lì, ancora drammaticamente soli, dopo essersi violentati, dopo aver mostrato il dolore che provano e come NON SI VIVE. Restano lì, con l’unica cosa che gli è rimasta, LA DIGNITA’e nient’altro che dia da mangiare ai loro figli!

    Ho voglia di augurar loro di avere tanto coraggio, sempre!Perchè entrando nel loro sito, e vedendo i loro sorrisi, ho avuto voglia di ricambiarli…senza nessuna sensazione di pietà, e questo mi è piaciuto…davvero molto! :-)

  5. ciao J

    non ho inserito commenti perke la cosa si spiega da se..

    ed ho fatto copia incolla della lettera su altro blog per spaziare anke su altri fronti .

    ma dovrebbero essere inviate tutte le lettere delle madri ke si trovano in sit simili e la cui qualita di vita è la disperazione.

    ciao

    scusa per il NON commento

    v

  6. Ciao Julien, non posso che ribadire quanto ho già espresso da Giovanna. Ferrara è uno stronzo e questa famiglia meriterebbe molta più considerazione da parte dello Stato. Tutto ciò è una vergogna e bisognerebbe fare qualcosa per loro. Ho impressione che parlarne solo nei blog abbia ormai un effetto minore rispetto a quello che aveva anche solo un anno fa. Ricordo che mesi fa io stesso maandai una lettera al sindaco del loro paese. Appena sarà istituito un nuovo ministro della sanità bombardiamolo di mail..

    (p.s. : se ti va, io e la blogfriend Titania stiamo proponendo un’attività di gruppo per il prossimo weekend)

  7. Grazie per il commento e per la pubblicazione. Come sai io sono per il rispetto della vita in tutte le sue forme, ma sono anche per il rispetto della libertà mia e altrui. Come uomo ritengo di non essere in grado di poter comprendere nè tanto meno di giudicare la decisione di una madre. Certo sarei molto più contento se una donna incinta di un figlio sano e vitale, ma che per motivi suoi non lo vuole, portasse a termine il parto e lasciasse il bimbo in ospedale dove si troveranno molte coppie ben felici di accoglierlo. Ovviamente diverso è il caso di un feto malato o malformato, quindi condannato a priori ad una vita di sofferenza. In questo caso mi ritiro in disparte e taccio. Giuliano Ferrara e la sua crociata tipo comunione e liberazione non mi interessa, come non mi interessa una sua eventuale risposta. Quello che mi disgusta è l’abominevole comportamento delle Istituzioni (ho messo la maiuscola per carità di patria) che dopo aver promesso un posto di lavoro alla famiglia Caddeo se ne sono altamente e vergognosamente fregati. Ma Soru, presidente della Sardegna, e dopo di lui il presidente della Provincia, il sindaco e quant’altri siano a conoscenza di questo caso e, pur potendo intervenire, non intervengono, hanno il coraggio di guardarsi allo specchio la mattina?

  8. Sempre pèillole di saggezza, le tue..nel commentarmi, ma soprattutto con questo post che mi trova allineata col tuo pensiero.
    Vorrei girarlo nel mio blog, se me lo consentirai…
    Intanto ti lascio un abbraccio ed un sorriso :)

  9. Caro papà,

    come diceva Enzo Biagi, in Italia purtroppo ci sono “molte fronti inutilmente spaziose”. Ferrara appartiene a quella categoria di furbetti, sempre pronti a saltare sul carro del vincitore e a voltare gabbama al momento opportuno. La lista contro l’aborto è il suo ultimo divertimento, la sua ultima provocazione pseudo-intellettuale. Non è il caso di prendersela più di tanto: in questo Paese ognuno ha il diritto di divertirsi come meglio crede.

    Grazie per l’augurio di cominciare a volare. Per dirla alla Nazim Hikmet (e mom dtrabuzzare gli occhi, chiedendoti chi sia perché sono certo che lo conosci benissimo!): il più bello dei voli è quello che non abbiamo ancora spiccato.

  10. Non capisco perchè dare tanta importanza a Ferrara,che non conta niente nell’universo politico della nostra Italia.

    Ciao julien.

    Alberto.

  11. caro papa di roberto and son .. non nominiamo ferrara senza precisare bene di cosa parlate perke la citta estense a cui tengo molto si ink

    ahah skerzoooo

    buona settimana

    .)

    v

  12. Vedo che sul discorso “generale” siamo in perfetta sintonia e questo non può che farmi piacere.

    Ciao fraticello

  13. Davanti alla sofferenza, occorre come prima cosa inchinarsi e portare rispetto.

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