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CRETINO CI SARA’ LEI

cretinoIl cretinismo è una malattia causata da una carenza di ormoni provocata da un malfunzionamento congenito della ghiandola tiroidea (cretinismo congenito) che può essere addirittura assente nel feto o nei primi mesi dalla nascita, oppure essere presente in forma rudimentale e incapace di produrre Tiroxina e Triiodotiroxina.

Il cretinismo può manifestarsi anche in epoca successiva alla nascita per grave mancanza di iodio nella dieta abituale (cretinismo endemico) o se la tiroide è malata o è stata rimossa chirurgicamente.

Per la carenza di ormoni nello stato embrionale avviene una crescita irregolare delle fibre nervose che si collegano in modo irregolare all’interno del cervello causando danni irreversibili quali sordomutismo, nanismo, irregolare crescita delle ossa e delle articolazioni.

Nell’adulto la malattia causa cambiamenti mixedematosi nei tessuti, aumento di peso, ritardo mentale.

(estratto da Vikipedia)

REFERENDUM e QUORUM

referendum3Il prossimo mese di giugno saremo chiamati ad esprimerci, tramite “Referendum”, su quattro quesiti: uno riguarda il ritorno alle centrali nucleari, due sono sulla privatizzazione dell’acqua ed uno è sul “legittimo impedimento”, cioè sulla legge che consente al presidente del consiglio di disertare i processi a suo carico.
Non si sa ancora con certezza quali dei quattro quesiti sopravvivranno, dato che il governo si è rovinosamente impegnato nel formulare decreti atti a mascherarne le vere intenzioni pur di potersi opporre per motivi formali allo svolgimento dei referendum stessi. Non so quindi ancora se i quesiti saranno proprio quelli detti ma so con certezza che la manovra in atto da parte di chi regge, nel bene e nel male, le sorti dello Stato non è quella di difendere le proprie scelte bensì quella di generare uno stato di assoluta confusione e disinformazione tendente a invalidare la consultazione popolare per mancanza del cosiddetto “QUORUM”.
La Costituzione infatti prevede che un Referendum perda di efficacia se si ha una partecipazione inferiore alla metà più uno degli aventi diritto al voto ed è noto che negli ultimi anni molti Referendum (proposti quasi tutti a vagonate dai vari mal di pancia dei radicali) sono stati praticamente ignorati dalla popolazione.
Ora, quello che dico io è che stavolta ci si trova di fronte a quesiti molto seri; che questi quesiti non sono astrusamente tecnici come capitò in passato ma toccano le nostre coscienze; e infine che sia assolutamente ignobile da parte di chi dirige la cosa pubblica ritirarsi dalla difesa delle proprie scelte per farsi scudo con la pigrizia mentale e fisica di chi non è stato messo in condizione di riflettere su una data scelta.
È ignobile, ribadisco, perché questa forma di democrazia diretta è l’ultima ed estrema possibilità che un popolo, ormai chiamato alle urne solo per ratificare le scelte compiute nelle sacrestie di partito, abbia per far sentire la voce dell’Italia vera che non è quella delle teleschifezze e del bungashow.
Formulo quindi un appello a tutte le donne e agli uomini di coscienza che hanno a cuore la conservazione dei diritti democratici e non sono propensi ad una delega in bianco a nessun “Ghepensimì”, quale che sia il suo colore; un appello a chi vuole ancora che la parola DEMOCRAZIA (potere del popolo) abbia un senso reale in questo Paese:
ANDATE TUTTI A VOTARE!!
Che sia un deciso NO, se le scelte fatte dal governo sulla materia del quesito vi sembrano giuste e condivisibili o se comunque volete esprimere una totale fiducia nelle scelte fatte;
Che sia un deciso SI, se volete l’abolizione di quello che non condividete.
La dialettica politica, che non deve essere scontro ma incontro e dialogo, richiede la partecipazione. Non partecipare spiana la strada alle forme autocratiche di governo e preclude ogni futuro cambiamento. In altre parole conduce al conservatorismo ed alla stagnazione, cioè l’esatto contrario di quella politica di riforme che potrebbe lentamente sollevarci da una crisi che sta distruggendo il futuro dei nostri giovani.
Vincete la pigrizia, accettiamo un leale confronto e contiamo nelle urne quelli che sono i reali sentimenti della gente, senza farci imbonire dai venditori di fumo.

MORTE DI UNA REPUBBLICA

STIPENDIFICIO


 

Si cominciò con l’abolizione del latino nella scuola media. Credo anche io che lo studio ed i programmi debbano andare al passo con i tempi, tuttavia non è mai stato veramente questo lo spirito con cui si sono prodotte riforme di indirizzi di studio e programmi nel nostro Paese. Il latino fu demonizzato come "lingua morta". L’accento su quel "morta" servì ad affabulare un pubblico, all’epoca ancora poco scolarizzato malgrado lo sforzo crescente dei governi succedutisi dopo l’unità d’Italia. In realtà lo scopo era quello di abolire la divisione fra scuola media (l’antico ginnasio) e scuola di avviamento al lavoro, considerata quest’ultima come un residuo classista che perpetuava la divisione fra i figli della borghesia e quelli del popolo minuto. In quest’ottica, quella cioè della scuola media unica, i programmi andavano unificati verso il basso: veniva cioè abolito il latino, simbolo di una cultura considerata auto referente e distaccata dal mondo della produzione, operaio e contadino. A mio parere, quel passo fece mancare una utile, anche se criptica, palestra di esercizio della logica. In genere (ma non era una regola, naturalmente) i ragazzi provenienti dagli studi classici mostravano una capacità di apprendimento superiore ed una maggiore inventiva pure nelle discipline apparentemente più lontane dalla loro formazione di base, come quelle scientifiche. Si potrebbe obiettare che ciò fosse dovuto ai maggiori stimoli intellettuali ricevuti dalle famiglie di origine, per l’appunto, in genere, famiglie della media ed alta borghesia. Non credo però che questa sia la spiegazione corretta, anche se quest’approccio contiene certamente qualche verità: il primo della classe, e della scuola, nel mio liceo era figlio di un operaio povero e semi-analfabeta. Io credo invece nella maggiore capacità formativa del corso di studi effettuato, e questo è frutto sia delle capacità degli insegnanti che della scelta di materie e programmi. Tale scelta, figlia (almeno in passato) dell’esperienza dei docenti e della volontà di legare l’insegnamento alle radici storiche della Nazione era in sostanza il frutto di una sorta di saggezza dei popoli. Anche gli altri corsi delle superiori erano gestiti con una logica formativa efficiente. Essendo però finalizzati alla preparazione di professionisti in grado di entrare subito nel mondo del lavoro (Ragionieri, Geometri ecc.) fornivano una base più pratica e meno eclettica.

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IN MEMORIA DI ESIDRA

 

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UNA CENA D’ALBOINO RE


 

UNA CENA D’ALBOINO RE

 

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BUONE FESTE A TUTTI, meno che a uno!

Un sincero augurio di Buon Natale

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IMBECILLE!!!

Chi mi conosce sa quanta poca simpatia io nutra nei confronti del presidente del consiglio, tuttavia non si può e non si deve neppure immaginare che l’opposizione politica, basata su questioni di programma e di scelte di fronte, possa mai assumere la dimensione dello scontro fisico.

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GRAZIE GOVERNO BERLUSCONI!!!

 

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UN BRUTTO PASTICCIO


 

Mi rendo conto di quanto sia difficile e delicato affrontare un argomento di questo genere. Mi riferisco al caso di Marrazzo, il governatore della regione Lazio. È opportuno premettere che non mi sogno neppure di fare dei "distinguo" tra l’etica che si esige per il Cavalier Berlusconi e quella che si applica ad un uomo della sinistra. In entrambi i casi la vita privata è sacra ma deve essere comunque contenuta entro due limiti: il primo è quello dell’onestà, perché i vizi privati non devono in alcun modo e mai essere a carico, né contro gli interessi, della popolazione; il secondo è quello di non sporcare l’immagine del partito o della coalizione che lo sostiene (ovviamente il lemma di Di Pietro, che cioè un uomo politico non debba essere ricattabile, è compreso).

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